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Home Articoli Recensioni Rushdown - [2011] Human Structures
Rushdown - [2011] Human Structures Stampa
Recensioni
Scritto da fabio HC   
Venerdì 23 Settembre 2011 06:00
Rushdown - [2011] Human Structures
Rushdown - [2011] Human Structures
01 - Point Of View
02 - 7 Years Old Bread
03 - Human Structures
04 - Second Floor
05 - Label Society

Eccoci al ritorno in scena dei calabresi Rushdown, gia' recensiti in precedenza (non da me) e con alle spalle una demo ed un album full-length.
La copertina dell'ep poi gia' spacca, in bianco e nero col tipo tutto lamato e felice.
Ma parliamo del disco.
Il suono e' decisamente cambiato, grazie anche al cambio di line-up, diventando un hardcore new school stracazzuto con inserti piu' metal.
L'attitudine violenta accompagna i testi in inglese (perche' non in italiano?), riguardanti la difficile situazione in Calabria ed in Italia; l'opener "Point Of View" tratta in generale della situazione citando sbirri e politici dediti alla guerra, incitando i riots alla sovversione del sistema.
Simone dietro alle pelli scandisce i classici tupatupa hardcore micidiali, non risparmiando blast beats che suonano molto metalcore. Le chitarre poi non lasciano tregua, con quel suono metal sono caratteristiche in "Label Society" (ultima traccia) creando atmosfere un attimo suggestive ed al contempo violente, aiutate comunque dal poderoso basso di Vincenzo.
Anche la voce piace, uno screaming un po' statico e' vero, ma d'impatto ed attinente alle tematiche dell'ep.
Altro brano da citare e' la title-track. Abbastanza simile alla opener, in sede live deve creare sicuramente scompiglio nel pogo generale, immaginando soprattutto se suonato nella regione madre dei ragazzi. Si perche' normalmente la gente pensa al mare calabrese, al salame e a tutte le cose belle della Calabria, tralasciando molte volte la situazione difficile del suo governamento ed a quella ancor piu' difficile della mafia. Questi baldi giovani cercano di contestare giustamente il mondo da loro vissuto, aiutati da questo hardcore certamente piu' deciso rispetto al vecchio sound meno azzeccato.
La registrazione e' buona, pulita e perfetta per chi odia quelle registrazioni dei Wretched da scantinato.
Comunque sia le cinque tracce di questo ep suonano ottime e se fossero state messe insieme ad altre avrebbero creato un disco di buona fattura.
Una pecca: i testi in inglese spaccano e' vero, ma prediligo quelli in madrelingua (non si era capito eh?).
fabio HC

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