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Home Articoli Recensioni Sezione Ribalta - [2005] Di Po Di
Sezione Ribalta - [2005] Di Po Di Stampa
Recensioni
Scritto da neropresente   
Mercoledì 12 Maggio 2010 06:00
Sezione Ribalta - [2005] Di Po Di
Sezione Ribalta - [2005] Di Po Di
01 - Di Po Di
02 - Bei Innoi
03 - Kusta Terra
04 - Sabudu O Sabudu
05 - Sempri Sa Propriu Storia
06 - Pinnigosus

Scoppiati e scoppiate, eccomi qui a recensire un altro gruppo proveniente dall'isola piu' bella che c'e'.
Vi presento i Sezione Ribalta, gruppo street punk campidanese attivo dal 2003.
Dopo vari cambi di formazione attualmente sono formati da Fabrizio (voce), Ivo (chitarra), Cristian (chitarra), Lino (basso) e Pb (batteria).
Di Po Di e' la loro demo uscita nel 2005, a cui son seguiti altri due lavori Fai Su Ki Deppisi Fai del 2007 e il recente split con i Violent Cops.
Come si legge nella prima pagina del libretto, (riporto la traduzione direttamente) "Questo primo lavoro dei Sezione Ribalta denuncia i problemi della nostra terra, e' una mazzata a tutti quelli che l'hanno sempre diffamata e che hanno fatto finta di niente. Non vuole ingrassare nessuna corrente, ne' di destra ne' di sinistra."
Apre l'album la canzone che gli da' il titolo, "Di Po Di", (giorno dopo giorno) che racconta quella che e' ormai la stessa situazione da secoli; c'e' chi si fa il mazzo per poter vivere e c'e' chi lo comanda, e anche se si vive sempre a testa alta comunque si deve sudare per mantenere la propria dignita'.
Segue "Bei innoi" (vieni qui) dedicata a tutti quei coglioni che fanno i ribelli ma non hanno veramente idea di che cazzo voglia dire guadagnarsi una vita dignitosa a suon di sacrifici e calci in culo. Si prosegue con "Kusta terra", (questa terra) canzone che parla della presenza americana in Sardegna, e non di certo per felicitarsene.
Per chi non lo sapesse gli americani hanno lasciato la base militare e il deposito di sommergibili nucleari di La Maddalena/Santo Stefano nel 2007. Questa base gli era stata concessa con una serie di accordi segreti (rimasti tali) Italia-America presi a partire dal 1954. Naturalmente gli americani son andati via ma non sono state mai eseguite le bonifiche sul territorio promesse e poi e' successo quello che sapete sui mega hotel di lusso per il G8 mai usati. Comunque sia il 60% del demanio militare italiano e' in terra sarda, con 24mila ettari di territorio chiuso dal filo spinato e un incontabile numero di km di mare interdetto quasi tutto l'anno per le loro fottute esercitazioni.
"Sabudu o sabudu" (sabato oh sabato) racconta una mattina finalmente libera dal lavoro in cui vorresti divertiti e non pensare a niente e allora vai al bar. Ma purtroppo ti ritrovi circondato da gente come te "stressada de gustu razze sistema", stressata da questo schifo di mondo che prima o poi ci finira' tutti, e il non pensare diventa difficile.
E' poi la volta di "Sempri sa propriu storia" cover di Same old story dei The Oppressed, grande gruppo ma devo dire che l'allievo supera il maestro anche in questo caso. Preferisco la versione alla sarda! "Dogna di' e' sempri sa propiu storiaaaa kusta appessi u'anta faba de ui antru meriiii".
La demo si chiude con "Pinnigosus" (pugni): "punk inglesu e pezza de proceddu sarda riot e biu nieddu a nosusu si prascidi bufai ma su nostru no du depisi toccai!" - "punk inglese e carne di maialetto, sarda riot e vino rosso, a noi ci piace bere ma la cosa nostra non la devi toccare!" e fanculo a chi ci vuole male aggiungerei!
Se non vi ho convinto all'ascolto, cazzi vostri non sapete cosa vi perdete coglioni!
Saludi e trigu!
neropresente

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Etichetta: http://www.myspace.com/kattivemaniere


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