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Home Articoli Recensioni Sheep Are Not Dead - [2009] Sempre Nella Merda
Sheep Are Not Dead - [2009] Sempre Nella Merda Stampa
Recensioni
Scritto da REN   
Domenica 07 Giugno 2009 14:00
Sheep Are Not Dead - [2009] Sempre Nella Merda
Sheep Are Not Dead - [2009] Sempre Nella Merda
01 - Fiero
02 - Questa Citta'
03 - Birra Gratis (Rotten Boi!s Cover)
04 - S.A.N.D.
05 - La Nostra Opinione
06 - Nessun Compromesso
07 - One Piece

Dunque...Premetto che sugli Sheeps Are Not Dead non sono affatto sicura di scrivere esattezze o cazzate.
L'unica cosa che posso tranquillamente dire e' che la band nasce a Caltanissetta quest'anno stesso sulle ceneri di un altro gruppo scioltosi qualche mese prima.
La prima formazione ufficiale prevede due chitarre (Danilo e Mattia), Marco al basso, Agnello alla batteria e Davide alla voce: in cinque si sono esibiti un paio di volte sul palco nella loro citta'.
Successivamente, pero', per disguidi all'interno del gruppo, Marco e Mattia lasciano la band, lasciando il posto a Riccardo, che entra al basso.
Rimasti in quattro, i ragazzi abbandonano l'idea delle due chitarre e ricominciano a far concerti, a Caltanissetta stessa e nelle zone limitrofe.
Sempre Nella Merda e' la loro prima demo e contiene sette pezzi, tra cui "Birra gratis", cover dei Rotten Boi!s.
Il genere dovrebbe essere classificato, diciamo cosi', tra lo street punk e l'Oi!, basta rendersi conto delle influenze di gruppi come Nabat, Banda del Rione, The Exploited, Negazione, Colonna Infame Skinhead, Pubblico Oltraggio, Nerorgasmo, Skruigners, The Casualties e persino Sex Pistols.
Il gruppo afferma di non fare parte di nessuna scena, ne' di quella militante ne' di qualunque altra, e le cose gli stanno bene cosi'.
"Facciamo musica, ci divertiamo e ci facciamo i gran cazzi nostri alla faccia di chi si prende amare delusioni e magari anche belle botte per qualcosa che non gli appartiene, suoniamo con tutto e tutti, della politica ce ne sbattiamo garbatamente il cazzo cosi' come di chi si incazza perche' non seguiamo la sua moda. Tiriamo avanti, se sbagliamo impariamo, se ci dite che sbagliamo...facciamo peggio" dicono loro.
Questo potrebbe essere condivisibile sotto alcuni aspetti, per carita': il fatto che siano apolitici e che accettino di suonare con chiunque saranno appunto gran cazzi loro.
Nessun dubbio sul fatto che abbiano ragione quando dicono che "si inneggia all'anarchismo e all'anticonformismo, ricoprendoci di etichette e di stereotipi morali", e che pensino che "non vedono individualismo in una moda d'anarchia".
Sempre in "S.A.N.D.", il testo da cui ho tratto queste frasi, c'e' la frase "per quanto mi riguarda, non ho ideali".
Ma poi, il ritornello del pezzo che segue, chiamato "La nostra opinione", recita: "Noi siamo di questa opinione: nessuno stato, nessun padrone". Ah beh.
Ora, volendo dire la mia, percepisco delle forti incoerenze, nonostante io pensi che chi fa musica non necessariamente debba avere chissa' quali ideali ed esporli fino alla nausea, penso anche che non sia il caso di andare cosi' fieri di non averne.
Lasciamo perdere per un attimo lo street punk.
Suonando un genere come l'Oi! ed avendo preso a modello le band di cui sopra, mi pare un po' insolito che l'unico scopo di una band emergente di ragazzi sia il cazzeggio eterno, senza preoccuparsi del messaggio da trasmettere e ponendosi come se l'unica loro preoccupazione fosse quella di andare controcorrente apposta per fare incazzare chissa' chi.
Adesso...il mio compito e' quello di recensire la loro musica.
So benissimo di aver aperto una parentesi che non dovrebbe riguardarmi, eppure sono costretta a dire che, nonostante abbia apprezzato sia la musica che alcuni dei testi (per quanto contraddittori essi possano essere), non riesco a percepire il pensiero del gruppo: mi vedo trascinata dalla musica e dalle parole di un pezzo. Punto.
Con questo non dico affatto che i ragazzi non mi siano simpatici o che la musica mi faccia cagare, al contrario reputo un gran peccato che a spingere i componenti del gruppo a comporla sia soltanto pura spavalderia senza ne' capo ne' coda. Magari mi sbagliero' anche eh... anzi lo spero proprio, perche' in caso contrario risulta inutile affrontare tematiche del genere se non le si vuole condividere con chi ascolta (e soprattutto se non ci si tiene a tramandarle).
Detto cio', la smetto di farmi seghe mentali e chiudo la recensione facendomi una domanda, ossia chiedendomi se qualcuno, dopo aver ascoltato la demo, avra' le mie stesse sensazioni, o son io che non ci capisco una sega (tutto puo' essere, eh)...Chissa'.
REN

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